Riparazione smartphone: il fai da te è un’opzione?

Riparazione smartphone: il fai da te è un’opzione?

20 Luglio 2022 Off Di admin

Quanto costa la riparazione dello smartphone? È la domanda che si pone chi si ritrova con uno smartphone danneggiato. Ovviamente, dipende dal danno ma, quasi a prescindere dall’entità di quest’ultimo, emerge spesso il timore di spendere troppo denaro. La questione riguarda trasversalmente tutti i brand, e quindi i costi dell’assistenza smartphone Huawei, Samsung, Xiaomi, etc. 

Ecco che emerge l’opzione fai da te. Se il danno è leggero, perché non cimentarsi in prima persona nella riparazione dello smartphone? Potrebbe apparire come una domanda retorica, e invece è l’espressione di un intento dai risvolti negativi sempre e comunque. Insomma, il fai da te non è la soluzione. Ne parliamo qui. 

Perché il fai da te non è mai la soluzione

Le motivazioni che rendono il fai da te una scelta gravida di conseguenze negative sono numerose. Qui elenchiamo le più importanti. 

  • Sono necessarie competenze specialistiche. Il danno potrà apparire lieve, ma in ogni caso richiede un bagaglio di competenze ben circoscritte per poter essere affrontato con efficacia. Competenze che certo non appartengono alla gente comune. Non c’è tutorial che tenga: sarebbe un po’ pretenzioso porsi sullo stesso piano di uno specialista solo per aver letto una guida o un video esplicativo, a prescindere dalla qualità dello stesso. 
  • Gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Di nuovo, magari il danno è realmente lieve, ma possono emergere degli imprevisti in fase di riparazione. Da qui, la necessità di agire tempestivamente, alla bisogna, secondo quanto richiede la situazione. Per fare tutto ciò, è necessaria una certa dose di esperienza, che certamente il “profano” non ha. 
  • Si rischia di perdere tempo e denaro. In definitiva, chi tenta di riparare lo smartphone in prima persona, magari dopo aver letto un tutorial, rischia nella migliore delle ipotesi di perdere tempo, in quanto prima o poi si dovrà rivolgere all’assistenza. Nella peggiore delle ipotesi, rischia di peggiorare la situazione, e quindi spendere più di quanto non avrebbe spesso se, fin dalle prime battute, si fosse rivolto a personale specializzato.

Come scegliere il centro di assistenza

Dunque, no al fai da te, sì ai centri di assistenza. Ora, è evidente: un centro non vale l’altro. Come scegliere quello più adatto alle proprie esigenze? Come verificarne le competenze e la qualità dei servizi? Alcuni criteri possono offrire un contributo in fase di valutazione. 

  • Feedback dei clienti. Non c’è niente di meglio dell’opinione di cui ha già fruito di un servizio per comprenderne appieno la qualità. Ciò significa prestare ascolto anche al passaparola, che è una risorsa a disposizione dei clienti che, per fortuna, non passa mai di moda.
  • Ampiezza delle competenze. È normale che un centro di assistenza sia specializzato in un modello preciso, piuttosto che in un brand o un una classe di guasti. Tuttavia, è bene che sappia di “tutto un po’”, ovvero che sia in grado di gestire il più ampio numero di situazioni possibili. Ciò, ovviamente, presuppone un parco competenze piuttosto vasto.
  • Rapporto con la clientela. Anche il rapporto che in genere il personale del centro assistenza intrattiene con la clientela rappresenta un segnale importante. Ovviamente, tale rapporto dovrebbe essere incentrato sulla trasparenza, con la volontà di condividere dettagli sulla reale identità del danno e sul processo di riparazione. 
  • Rapporto qualità prezzo. La questione del prezzo è cruciale, anche perché è fonte di fraintendimenti. Il miglior prezzo non è quello più basso, ma quello congruo rispetto alla qualità espressa dal servizio. Piuttosto che cercare prezzi stracciati è bene puntare a un buon rapporto qualità prezzo. Il rischio, se si fa altrimenti, ovvero se ci si affida a chi propone cifre fuori mercato, è di subire un servizio scadente.