Ma passiamo ai giorni nostri, in cui id e Raven tornano con questo Wolfenstein (titolo ripulito) che nonostante riparta da zero pare a tutti gli effetti un seguito di Return, in quanto ne condivide parecchi elementi ma risulta indubbiamente svecchiato e accattivante. Come nel diretto predecessore infatti, l’agente B.J. Blazkowicz avrà a che fare con la divisione paranormale delle SS, presieduta da Himmler, e bisognerà falcidiare orde di nazisti nel più classico stile FPS, alternando momenti shoot/strafe (niente coperture automatiche qui, per la gioia dei vecchi fan) all’utilizzo sporadico di torrette fisse e fasi stealth. La vera novità però è la presenza di un talismano magico che ci donerà i poteri del “Velo”, ciò permetterà non solo di rallentare il tempo (una sorta di Bullet Time), aumentare la potenza delle armi o usufruire di uno scudo di energia, ma anche di accedere alla dimensione del Sole Nero: una realtà parallela (similmente a ciò che accadeva in Soul Reaver) che rivela passaggi nascosti e i punti deboli dei boss, ci rende più veloci e ci consente di vedere delle piccole creature svolazzanti che, una volta colpite, fulmineranno i nemici nelle vicinanze. Avremo anche degli spettacolari momenti “a gravità zero” in cui distruggendo determinati elementi o lanciando dei barili speciali tutto ciò che è nell’area interessata si metterà a fluttuare con un effetto davvero notevole (e spiazzante per i nemici). Il tutto è fondamentalmente lineare, ma tenuto insieme da un livello “hub” free roaming da esplorare per raggiungere livelli, negozi, passaggi segreti e missioni secondarie.
La durata del gioco si assesta intorno alle 7-8 ore, ma purtroppo il frangente multiplayer che dovrebbe allungare il tempo di fruizione risulta veramente scadente e desueto. Sembra infatti di trovarsi di fronte ad un gioco totalmente differente, programmato da un team diverso e con pochi punti di contatto con la versione single player. Nonostante il motore grafico sia alquanto datato (lo stesso di Quake IV) la resa visiva è buona soprattutto grazie ad ambienti ben realizzati e personaggi modellati in modo realistico; le animazioni però sono appena sufficienti (eccetto quelle di morte) ed a volte la grafica mostra il fianco a vistose sbavature. L’accompagnamento sonoro è di buon livello, ma il doppiaggio italiano è solo discreto.










