Potremmo definire quest'ultima fatica come un canto del cigno. Midway non è esattamente un cigno, forse più un cinghialotto agguerrito. Eppure la storica compagnia americana dedita inizialmente alla produzione di flipper elettromeccanici (con il nome Bally) e poi agli arcade da sala (citiamo gli storici Tapper e Mortal Kombat) non se la passa troppo bene. Wheelman e MK vs DC potrebbero seriamente essere gli ultimi titoli prodotti da questa storica casa, che negli ultimi tempi ha seguito un lento declino per non essersi saputa rinnovare ed adattare ai tempi. Molti non la penseranno così, ma forse c’è bisogno di qualcuno che faccia ancora giochi nuovi alla vecchia maniera, quando bastava inserire un gettone per divertirsi senza passare ore ad imparare comandi e strategie..
Dicevamo, dalla realizzazione tecnica al gameplay, quest’ultima fatica della ormai caracollante Midway rema in direzioni totalmente opposte rispetto al nuovo gioco dedicato a Riddick. Il gameplay ricorda alla lontana la serie Driver, con il suo mix di missioni lineari e free roaming alla GTA, ma il tutto è all’insegna dell’immediatezza e della semplicità in maniera più “arcade” possibile. Innanzitutto abbiamo uno “story mode” che pur attingendo al modello di Driver ricorda davvero gli spensierati coin-op Midway, da Cruisin’USA e Rush. Questo perché il gameplay è sì divertente e spettacolare, ma anche terribilmente limitato e lineare per gli standard odierni. In pratica dovremo seguire il percorso indicato entro il tempo limite, facendo a sportellate con i nemici (originale trovata usare lo stick destro a questo scopo), sparando dal finestrino ed eseguendo manovre particolari alla John Woo, come il 180 turn con rallenty e sparatoria annessa o il salto da un’auto all’altra in stile Pursuit Force.
Il tutto si svolge in maniera immediata con pochi comandi e tanto divertimento, ma la profondità di gioco è decisamente scarsa. Fortunatamente tra una missione e l’altra della storia potremo cimentarci in missioni extra ben più articolate, come il rubare determinati modelli di auto entro il tempo limite (Fuori in 60 Secondi?) compiere inseguimenti e gare automobilistiche free-roaming in maniera simile a Midnight Club o Burnout Paradise. Il fattore tecnico, benché sufficiente, si rivela purtroppo tutt’altro che spettacolare e poco adatto ad una piattaforma next gen. Se già le auto sono realizzate in modo non troppo dettagliato, gli ambienti di Barcellona sono ricostruiti in maniera approssimativa, per non parlare dei personaggi che soffrono dell’effetto “Big Jim” per quanto sembrano finti. Ad ogni modo è il divertimento che conta, e quello non manca.












