Fin dal tutorial appare lampante il punto di forza del gioco: il sistema di copertura. Sebbene non sia una novità (Gears of War docet...), e abbia trovato in precedenza già molte implementazioni convincenti, la copertura rappresenta una caratteristica cruciale della meccanica di gioco di Wanted e uno degli elementi di maggiore divertimento. Intuitivo fin da subito, il sistema riesce a sfruttare al meglio i numerosi punti di copertura sparsi nei livelli. Potremo usarli come classica copertura dal fuoco nemico e sporgerci per regalare piombo, sparare alla cieca (senza esporsi) per intimidire l'avversario ed avere così una frazione di preziosi secondi per muoverci senza essere attaccati, oppure potremo passare di copertura in copertura fino ad arrivare alle spalle dell'avversario e finirlo con una coreografica pugnalata.
Gli sviluppatori si sono inoltre impegnati nell'arricchire il gameplay con altri spunti e funzionalità, al fine di impreziosire e rendere più varia l'azione di gioco (obiettivo non raggiunto in pieno, in verità...). Ed ecco quindi che potremo utilizzare nemici come scudi umani, sparare proiettili con traiettoria curva (con un movimento particolare della pistola, proprio come nel film) per colpire nemici nelle loro coperture, oppure potremo ricorrere all'ormai classico bullet-time passando da una copertura all'altra, per aumentare la nostra efficacia assassina. Ed ancora, per spezzare la monotonia, sono presenti di tanto in tanto gli ormai immancabili Quick Time Event (in cui dobbiamo premere una certa sequenza di tasti), gli intermezzi in cui dovremo guidare soltanto il mirino per colpire nemici e proiettili, e la possibilità in alcuni punti dei livelli di utilizzare postazioni mitragliatrici o da cecchino.











