Ai fan di Terminator questo nome non suonerà sconosciuto, si tratta infatti del bambino protagonista degli ultimi due film della trilogia, ormai cresciuto e divenuto un uomo tutto di un pezzo. L'anno è il 2018 e le macchine hanno ormai preso il controllo di tutto il globo terrestre, Skynet imperversa e i T600 pattugliano le strada alla ricerca di sopravvissuti con l'obiettivo di eliminarli e John Connor si troverà ad affrontare una minaccia che potrebbe negare la sua stessa esistenza. Per non svelare ulteriormente la trama dell'appassionante lungometraggio cinematografico a cui il gioco è collegato, cominciamo subito col dire che a dispetto di molti altri giochi su licenza che si limitano a riproporre la trama dei film a cui sono isprirati in maniera interattiva, Terminator: Salvation narra una storia completamente diversa da quella del film e precedente agli sviluppi visti nello stesso.
Alla regia di questo progetto troviamo gli sviluppatori di Grin, già responsabili del discreto, ma troppo breve, tie-in di Wanted e proprio con quest'ultimo Terminator condivide una versione riveduta e corretta del sistema di coperture. Tale elemento è il vero e proprio perno del gioco, infatti per poter avere qualche speranza di successo dovremo necessariamente tentare di aggirare i nemici per colpire i loro punti deboli, riparandoci dietro i vari rottami e macerie che popoleranno l'apocalittica ambientazione. Il sistema escogitato dagli sviluppatori per gestire questa esigenza si rivela davvero comodo e con la semplice pressione del tasto A seguito da una direzione il nostro personaggio si catapulterà verso il riparo più vicino.
La maggior parte della nostra avventura si svolgerà a piedi assieme ad un ristretto manipolo di compagni controllati dalla cpu che ci permetteranno di mettere in pratica alcune basilari tattiche di attacco. Sebbene questi non brillino per un IA particolarmente sviluppata tuttavia continueranno ad attaccare i nemici dalla loro posizione, tenendoli occupati e permettendoci in tutta tranquillità di aggirarli ed eliminarli senza troppi sforzi. L'arsenale che avremo a disposizione sarà di tutto rispetto ed oltre ad i sempreverdi fucili semiautomatici ed all'intramontabile doppietta potremo fare affidamento anche su granate, bombe e lanciamissili, sicuramente più incisivi dei primi per eliminare le macchine. Parlando di nemici, ciò che lascia particolarmente perplessi è la varietà degli stessi, infatti essi si riducono a quattro tipologie: i T600, robot umanoidi armati di machine gun, gli aerostati, piccoli robot volanti particolarmente noiosi, i T7-T, sorta di aracnidi computerizzati e i Replicanti, ovvero T600 camuffati da umani. In alcune sezioni ci capiterà di dover affrontare un Hunter, gigantesca macchina volante capace di eliminarci con un colpo, ma restano comunque pochi per un gioco della durata di sette ore.







