
Sarò sincero, avevo molte aspettative nei confronti di questo titolo. Forse non mi aspettavo il nuovo messia del jrpg ma avevo senza dubbio aspettative alte. E queste sono state in parte disattese. Star Ocean non è il salvatore, non è il nuovo pilastro del genere. E non lo è perchè cerca il facile consenso. E lo fa prima di tutto con i suoi personaggi. Basta guardare i primi minuti di gioco per riuscire a capire chi farà cosa e quando. Il nostro eroe, Edge Maverick (un nome una garanzia), dotato di forza di volontà, presenza di spirito, viso infantile e occhi smisurati partirà alla volta delle stelle con la sua amica d'infanzia (ovviamente innamorata di lui in segreto) con lo scopo di scoprire nuovi pianeti colonizzabili dai terrestri. Durante il suo viaggio riunirà con se un equipaggio decisamente insolito ma che contiene tutti i classici modelli del genere partendo dal robot, passando per la ragazza gatto per arrivare alla maggiorata di turno. Appare quindi chiaro che il punto forte della produzione non è da cercare nella sua originalità e purtroppo nemmeno nella regia. Questa infatti riesce molto maldestramente a gestire una storia senza troppo mordente che anche se non porterà il giocatore ad abbandonare il titolo, non riesce a stregarlo e a tenerlo incollato allo schermo solo per scoprire cosa succederà ai nostri eroi. Fortunatamente viene in aiuto il gameplay che grazie ad alcuni elementi interessanti riesce a intrattenere degnamente il giocatore. In primis l'assenza di incontri casuali rappresenta una vera manna dal cielo per coloro che amano l'esplorazione, e da esplorare in Star Ocean c'è parecchio. Le mappe sono veramente enormi e la presenza di differenti punti di interesse legati alle varie attività di raccolta e alla caccia ai tesori fa in modo di mitigare la potenziale sensazione di spazio sprecato. La possibilità poi di effettuare uno sprint garantisce anche una certa velocità nell'esplorazione e una via di fuga da potenziali incontri indesiderati.

Il combattimento avviene in tempo reale e con 4 personaggi sullo schermo più i mostri tende a essere un pò confusionario in principio ma dopo pochi combattimenti ci si rende conto è un sistema molto tattico fatto di aggiramenti, contrattacchi e parecchia strategia. Ogni personaggio ricopre un ruolo specifico e l'utilizzo di un membro del gruppo a scapito di un altro va attentamente valutato alla luce della presenza di particolari bonus di esperienza, soldi e quant'altro che si ottengono concludendo la battaglia con particolari condizioni e che essendo duraturi e cumulabili possono semplificare non poco il nostro avanzamento nel gioco. Avanzamento legato profondamente alle abilità artigianali e alle quest secondarie. Le prime permettono di creare praticamente ogni oggetto presente nel gioco, senza contare i vari equipaggiamenti e la possibilità di fonderli tra di loro per ottenere speciali bonus. Per creare un oggetto saranno necessarie le materie prime, reperibili sul campo, dai mostri e nei vari negozi e la relativa ricetta che può essere ottenuta come ricompensa per una missione secondaria, trovata in giro o meglio ancora ideata attraverso intense sessioni di brainstorming dai nostri personaggi. Unica pecca di questo sistema è la necessità di tornare ogni volta alla fida navetta per poter elaborare gli oggetti, allungando molto i tempi nel caso in cui servano per risolvere qualche quest secondaria. Queste, veramente tantissime, sono sparse per tutti i pianeti del gioco e variano da consegnare un oggetto alla città vicina a vere e proprie ricerche interplanetarie. Una volta che avremo fatto il nostro dovere saremo ricompensati con punti esperienza e punti abilità, indispensabili per incrementare le nostre capacità.