Pure a distanza di 14 anni dall’ultima produzione su celluloide il fascino di questa serie non sembra essere calato, impersonare l’Italian Stallion od uno dei suoi storici avversari in un videogioco che catturi lo spirito dei film rimane perciò un’idea parecchio intrigante Rage ci ha già provato nel 2002 e non fu proprio un successo; Rocky Legends riuscirà invece ad essere quel titolo che i fanatici della saga stanno aspettando da tempo immemore?
Reduce da un videogioco chiamato solamente “Rocky”, interessante per certi versi ma non curato a sufficienza per emergere dalla mediocrità, Rage pubblica a due anni di distanza un altro titolo dedicato al pugile di Philadelphia, il qui presente Rocky Legends. Questo seguito ricalca la natura del primo Rocky digitale, continuando ad offrire uno stile di gioco assolutamente arcade, funzionale per ricreare le impareggiabili atmosfere dei cinque film cui questo gioco si ispira. Rocky Legends propone quindi un sistema di controllo intuitivo, dove i tasti quadrato e X sono impiegati rispettivamente per il diretto ed il jab con il sinistro mentre Triangolo e O svolgono le medesime funzioni per il braccio destro. I colpi possono essere portati nella variante “hook”, accompagnando i pugni con i tasti direzionali Su o Giù, ed in quella “uppercut”, da eseguire premendo R1 contemporaneamente al colpo. Proprio il tasto R1 è fondamentale per eseguire anche i Super Punches, combinazioni altamente distruttive proprie di ogni pugile; a completare le azioni performabili c’è l’immancabile parata (L1) e l’inutile provocazione (Select).
Per prendere il completo controllo del nostro alter ego in pantaloncini generalmente bastano poche riprese, tuttavia per ottenere dei successi è necessario approfondire le proprie capacità. Questo perché i nostri avversari, anche al livello di difficoltà più basso, non salgono certo sul quadrato per lasciarci vincere: l’intelligenza artificiale è difatti avanzata notevolmente dal primo Rocky, ed ora ogni pugile imposterà il proprio match a seconda delle proprie caratteristiche (i boxeur più attempati, ad esempio, attaccheranno poco e punteranno a vincere il match nelle ultime riprese) e di quelle dell’avversario che gli si para davanti. E’ incredibile anche l’apprendimento delle nostre tecniche da parte della CPU, che si limiterà inizialmente a ripararsi dai nostri attacchi più ripetitivi, salvo poi passare a letali contrattacchi o addirittura imparando a bloccare la nostra offensiva sul nascere. Alzando il livello di difficoltà a Contender o peggio a Champion i nostri avversari perderanno ogni inibizione ed inizieranno ad attaccare sul serio: pure scegliendo atleti affermati come Balboa o Creed si può finire al tappeto dopo poche riprese se non si assimilano bene i meccanismi di gioco e non si ha una buona tattica. L’affinazione delle proprie tecniche e l’apprendimento di nuove combinazioni è possibile grazie all’opzione Practice, dove uno sparring partner starà inerme a beccarsi i nostri cartoni e dove avremo a portata di mano l’intera lista di combinazioni possibili. Francamente lo scopiazzamento di questa modalità dai picchiaduro Namco appare palese, e per fortuna anche in RL il risultato è ottimo, vista l’importanza rivestita da questa sezione.
Dopo qualche incontro di esibizione ed un pò di allenamento in palestra si può affrontare la modalità carriera, che in questo episodio coinvolge non solo Rocky Balboa ma anche i suoi avversari più acerrimi ovvero Apollo Creed, Clubber Lang ed Ivan Drago. Ogni combattente attraversa una propria evoluzione, attinente alle produzioni cinematografiche: mentre Rocky inizierà dai sobborghi di Philadelphia, Lang partirà dal penitenziario, Drago dai campi militari sovietici e Creed da un incontro di basso prestigio. Anche i ranking, in cui si entrerà dopo qualche vittoria in match clandestini, saranno personalizzati per ogni protagonista; anche se tutti punteranno alla cintura di campione ogni storia arriverà alla




