La trama del gioco riprende esattamente da dove terminava il primo Resistance, dopo la battaglia a Londra. Stavolta vestiremo i panni del tenente James Grayson, intenzionato a vendicarsi dei nemici xenoformi sullo sfondo di un’Europa messa in ginocchio dal conflitto. A causa di un evento che non sveleremo, Grayson vuole infatti distruggere le basi dei Chimera: partirà da Rotterdam e andrà in Germania, Parigi, ed altri luoghi devastati dalla guerra.
Il gameplay ha subito alcune modifiche nel passaggio su portatile, tutte tese a rendere l’esperienza di gioco più immediata ed adatta ai controlli Psp. Innanzitutto la visuale non è più in soggettiva ma alle spalle del protagonista (alimentando ancora di più la diatriba sul considerare o meno “FPS” anche gli sparatutto in terza persona, visto che a livello pratico non cambia quasi nulla), poi abbiamo un sistema di mira automatica che è fondamentale per mantenere la giocabilità su una console portatile: dal momento che muoveremo il personaggio col bottone analogico e ruoteremo la mira/visuale con i quattro tasti frontali, proporre un sistema di mira manuale come i comuni FPS su Pc e Console avrebbe reso il gioco estremamente scomodo. Così facendo invece il gioco rimane immediato ma non eccessivamente svilito: infatti la mira di default punta sempre al corpo ma premendo il tasto dorsale sinistro potremo zoomare la visuale ed entrare in modalità manuale, utile per effettuare headshots e colpi di precisione. Altra buona intuizione è la possibilità di utilizzare i ripari senza premere alcun tasto: basta infatti avvicinarsi ad un riparo nel corso di una sparatoria e il protagonista si abbasserà automaticamente, per uscire solo quando faremo fuoco.
La longevità è piuttosto alta: abbiamo ben 20 capitoli che vi terranno occupati per almeno 15 ore, ed un multiplayer per un massimo di 8 giocatori, con ben 5 modalità di gioco e 5 mappe. La grafica è decisamente di alto livello per una Psp; nonostante infatti ad un esame ravvicinato i personaggi non siano ricchissimi di poligoni, sorprende l’utilizzo dell’illuminazione, della messa in scena e dell’ottimizzazione poligonale effettuata. A quanto pare il team Bend è riuscito a ricreare una cosmesi molto convincente pur non utilizzando la modalità a 333Mhz, e ovviamente le batterie delle nostre Psp ringraziano sentitamente. Il commento sonoro è valido, così come il parlato ed i sottotitoli in italiano, peccato solo per il sistema di salvataggio automatico e dilazionato che non consente di salvare quando vogliamo.











