La trama ci vede nei panni di Alex Mercer, soggetto di alcuni esperimenti genetici e “resuscitato” inaspettatamente sul tavolo di un obitorio. Privo di memoria, Alex tenterà di far luce sul suo passato e di vendicarsi con chi di dovere. Nel frattempo, una terribile epidemia di origine misteriosa (ma nemmeno troppo, visto che parliamo di esperimenti sul DNA) dilaga per le strade di New York, e nel panico generale saltano fuori diversi mutanti e zombie che sembrano usciti da Resident Evil, denominati “infetti”. Dopo un frenetico incipit in cui ci verranno fatti provare alcuni poteri a disposizione, la narrazione tornerà indietro nel tempo, con Alex che si ritrova a fuggire dai laboratori ed a prendere lentamente coscienza delle sue nuove possibilità. Il suo scopo finale sarà quindi quello di trovare ed uccidere il responsabile del virus e della sua stessa mutazione.
Prototype si basa soprattutto su uno dei precedenti successi di Radical Entertainment, ovvero Hulk Ultimate Destruction. Nel titolo su licenza Marvel, uscito alcuni anni fa per le console a 128bit, era possibile esplorare liberamente la città ed il deserto limitrofo, scalare palazzi correndoci sopra o affondando i pugni nel cemento, distruggere tutto e compiere balzi inumani di decine di metri. Molti di questi aspetti ritornano in Prototype, con numerose aggiunte tra cui armi da fuoco ed inedite meccaniche stealth.
Il protagonista sembra quasi un omaggio all’Altair di Assassin’s Creed, con un cappuccio calato sul volto e la consapevolezza di uccidere per una giusta causa. I poteri a disposizione si discostano molto da quelli di Infamous: laddove infatti il titolo Sony poggia su un’interfaccia simile a quella degli shooter, allo scopo di direzionare con un mirino le scariche di energia, in Prototype le meccaniche sono più assimilabili a quelle picchiaduro, con attacchi principalmente corpo a corpo. Infatti Alex ha il potere di cambiare la propria struttura genetica in qualsiasi momento, ed ecco che le sue braccia possono diventare affilatissime lame taglienti, artigli o devastanti magli (cosa che ricorda il già menzionato gioco di Hulk). Ovviamente sarà anche possibile raccogliere le armi dei nemici uccisi, e il puntamento avviene tramite un comodo lock-on. Non mancano fasi stealth, dove dovremo mantenere un basso profilo e nasconderci tra la folla (ancora, alla Altair) o addirittura prendere le sembianze di un nemico per passare indenni in luoghi altamente sorvegliati.









