Uno dei brand più famosi tra i giocatori giovani e non solo, è sicuramente quello dedicato ai Pokemon. Nati ormai tanti anni fa, questi piccoli animaletti hanno in massa invaso le nostre console, popolando qualsiasi tipo di piattaforma videoludica. I titoli usciti già su Nintendo DS non si contano più, e a due anni di distanza dalle versioni Perla e Diamante ecco arrivare il nuovo capitolo Platino. Quanti seguono da sempre la serie sapranno già cosa aspettarsi da questo ultimo episodio. Non sarà sicuramente una nuova esperienza ad attrarre i fan della serie, poiché questa versione presenta una storyline quasi identica a quella dei suoi predecessori. Anche il gameplay rimane saldo e immutato rispetto al passato, con l’aggiunta di qualche piccolissimo ritocco alla veste grafica e l’aggiunta di nuovi Pokemon da catturare. Il Pokèdex finale che saremo in grado di costruire conterrà poco più di 490 esemplari.
Per quanti non avessero mai provato prima d’ora un gioco della serie, partiamo con l’identificazione del genere. Pokemon Platino (così come gran parte dei suoi predecessori) è un RPG game. Non inganni la trama, l’ambientazione o il nome; questo titolo, nonostante le apparenze, non è dedicato soltanto ad un pubblico di teenager, poiché nasconde dinamiche e strutture di gioco complesse e adatte anche ai più adulti. La storia principale ci vedrà alle prese con alcuni combattimenti bizzarri ma impegnativi, con lo scopo di catturare più specie possibili. L’avvio di questa “nuova” avventura avverrà sul Percorso 201 e non più sul lago Verità e vedrà come principale differenza rispetto ai prequel quella di incontrare i personaggi in luoghi diversi rispetto al passato. La vera innovazione del titolo consiste nell’aggiunta di un nuovo dungeon, accessibile solo dopo essere diventati campioni, che consentirà di partecipare ad una battaglia finale che porterà nel nostro Pokèdex il leggendario Pokemon Giratina. Quest’ultima zona, accessibile dopo più di venti ore di gioco è completamente realizzata in 3D e propone finalmente enigmi nuovi e originali. Al di là di queste piccole variazioni non cambia sostanzialmente nulla rispetto a Diamante e Perla, per cui il titolo in questione è in prevalenza consigliato solo ai veri fan della serie. Anche dal punto di vista sonoro non c’è molto da ravvisare, se non che gli effetti sonori e le musiche di sottofondo ricalcano perfettamente la strada delle precedenti edizioni, presentando anche in questo caso delle piccole aggiunte e delle nuove sfumature non troppo esplicitamente apprezzabili.
Anche gli scontri rimangono immutati rispetto al passato. Ogni Pokemon è dotato di caratteristiche peculiari che il giocatore dovrà studiare e imparare per poter trarre il miglior risultato in combattimento. Lanciando in campo un Pokemon non adatto alla situazione, si rischierà di uscire soccombenti dalla battaglia, anche se sulla carta si pensava di possedere il “combattente” migliore. Per questo motivo la strategia migliore sarà quella di catturare esemplari di specie diversa e formare cosi un Pokèdex vario e pronto a qualsiasi evenienza. A proposito della difficoltà del titolo, c’è da sottolineare una migliore calibrazione del livello di sfida, che nei passati episodi alternava fasi davvero banali e scorrevoli a tratti davvero in salita e tremendamente frustranti.








