"Spada, qui Spada Due"
I Codemasters Action Studio si sono dovuti sobbarcare una bella responsabilità quando hanno iniziato a sviluppare il seguito di uno degli sparatutto tattici più apprezzati e più realistici del panorama videoludico internazionale. Hanno subito le pressioni di chi affermava che il loro lavoro non sarebbe stato all'altezza del primo capitolo perchè alla regia non c'erano più i Bohemia Interactive, sviluppatori originari della serie e di ArmA. Tuttavia dopo aver provato a fondo il frutto del loro lavoro, possiamo affermare che Operation Flashpoint è tornato. E' tornato forte di una maggior cura riposta negli elementi di contorno e nella presentazione del gioco, senza intaccare minimamente il cuore di estremo realismo che ha decretato il successo del primo capitolo.
Single Player
La prima cosa che qualunque appassionato noterà è l'abbandono dell'impostazione Free Roaming per una più concentrata struttura a missioni. Questa scelta permette al giocatore di avere un'area di gioco più condensata senza tuttavia perdere il senso di libertà garantito in precedenza dalla maggior estensione del fronte d'azione. Le undici missioni che compongono la modalità single player prevedono plot diversi e spaziano da missioni di infiltrazione o recupero di prigionieri fino a missioni a supporto dell'avanzata americana nel territorio di Skira. Ciascuna di esse prevede sempre una serie di obiettivi primari e secondari che potranno essere portati a termine entro un determinato tempo limite. Non fraintendetemi, non c'è una sorta di conto alla rovescia, ma, come nella realtà delle operazioni militari, ad esempio dovremo eliminare e rendere inoffensive le batterie antiaeree prima che i nostri elicotteri entrino nel loro raggio d'azione, oppure distruggere una postazione anticarro prima che i nostri veicoli raggiungano il fronte nemico. Questa scelta rende più concitato il ritmo di gioco costringendo il giocatore a dover ragionare velocemente e a sfruttare le truppe disponibili nella maniera migliore.









