
Il
Sega Master System fu una console sfortunata. Le sue potenzialità audiovisive, ottime per l’epoca, spesso non erano accompagnate da una adeguata cura nella realizzazione tecnica e concettuale dei giochi. Di solito infatti le caratteristiche della macchina non venivano sfruttate a dovere, e molti titoli di questa console non potevano rivaleggiare con quelli della concorrenza targata
Nintendo, almeno sul piano della giocabilità.

Master of Darkness è un action game che ricalca fedelmente la formula dei vari
Castlevania, in particolare del primo e del terzo capitolo per NES, dotandola di una ambientazione totalmente nuova e di una veste grafica sorprendente. Il gioco infatti abbandona i castelli rumeni per spostarsi in una sinistra Londra di fine ottocento, dove impersoneremo il coraggioso dottor Social nella sua lotta contro le forze del male.
Inizialmente ci troveremo nei pressi del Tamigi, dove i nostri nemici principali saranno comuni criminali di strada e cani rabbiosi. Ben presto però le cose si faranno preoccupanti, ossia quando i primi fantasmi dalle inquietanti sembianze femminili attaccheranno l’eroico protagonista. Lo scopo di questo livello (diviso in tre stage come anche i successivi) è raggiungere e fermare nientemeno che
Jack lo Squartatore, intento a seminare il terrore nelle vie di Londra.

Una volta sconfitto il pericoloso assassino nel più classico dei boss fight, ci viene rivelato che qualcuno sta tentando di resuscitare nientemeno che
Dracula. Gli indizi ci porteranno in diversi luoghi sinistri: il museo delle cere, il cimitero, una chiesa sconsacrata, le catacombe, fino all’ovvio scontro finale con il signore delle tenebre in persona. Nel nostro cammino avremo a che fare con numerosi nemici: fantasmi, scheletri, manichini animati, pipistrelli, poltergeist, zombie; mentre tra le ambientazioni riconosceremo anche qualche citazione da
Castlevania 3, ad esempio la torre dell’orologio con gli ingranaggi animati e addirittura degli enormi pendoli ai quali aggrapparsi.

Come già detto, il gioco ricalca il gameplay della famosa serie
Konami: piattaforme, scale, armi primarie e secondarie, muri da abbattere che nascondono bonus. La differenza più consistente è rappresentata dal sistema offensivo: innanzitutto non ci sono i classici cuori da raccogliere, bensì ogni volta che si prende un’arma secondaria ci vengono assegnate un certo numero di munizioni, le quali potranno essere aumentate raccogliendo un’altra arma uguale. Inoltre gli strumenti di difesa primari non si limitano alla sola frusta potenziabile come nella serie Konami, bensì sono piuttosto vari e differenziati tra loro: abbiamo il pugnale, la spada, il maglio e l’ascia, ognuna con gittata e potenza differenti.

La difficoltà è ben calibrata, i boss-fight sono appaganti ma soprattutto l’ambientazione risulta azzeccata, originale e sinistra al punto giusto. La grafica infatti è decisamente curata, e mostra le ottime capacità del Master System in questo campo. Il sonoro ci offre musiche ben realizzate in rapporto alle capacità sonore della console, e non fanno affatto rimpiangere quelle della serie Konami. Da segnalare infine la confezione PAL, decisamente notevole in confronto alle classiche illustrazioni infantili dei giochi per Master System.
