Ad accompagnare l’uscita del sesto lungometraggio cinematografico, arriva puntuale anche la controparte videoludica proposta come sempre da Electronic Arts; Harry Potter e il Principe Mezzo-Sangue, contrariamente a quanto si possa pensare, non segue pedissequamente le scene del film bensì si focalizza sulla vita scolastica di Harry e soprattutto sull’incessante ripetizione di tre minigiochi: Quidditch, Pozioni e Duelli. Questo potrebbe essere un punto a favore del titolo, bensì il risultato prodotto risulterà, per chiunque non abbia letto il libro, e non conosca nulla della trama, piuttosto difficile nel capire tutti i vari motivi che scatenano gli eventi raccontati e soprattutto non viene offerta l’ottima caratterizzazione dei personaggi, punto forte di tutta la saga.
Come detto in precedenza infatti, ci si limiterà ad andare a lezione di Pozioni, per poter fare un minigioco apposito, agli allenamenti di Quidditch e ad affrontare i vari iscritti al Club di Duelli, tra cui i sempre presenti Draco, Tiger e Doyle. A fare da filo conduttore tra questi eventi, saranno esclusivamente le indicazioni che i vari personaggi ci daranno. Un esempio: aiutare Ginny facendole una pozione e portargliela al campo d’addestramento di Quidditch, ma durante il tragitto verremo attaccati da Tiger e dovremo sconfiggerlo a colpi di bacchetta. Prendete questi 3 elementi (pozioni, quidditch e duelli) e ripeteteli fino ad occupare all'incirca 5 ore di gioco, intramezzati solo da pochi filmati che dovrebbero servire a spiegare la trama: questo è in sintesi quanto Harry Potter 6 vi offre a livello ludico.
Oltre a questo resta un’ottima ricostruzione digitale di Hogwarts, completamente esplorabile anche dopo aver concluso la storia, cosparsa di stemmi da raccogliere e collezionare, che sbloccheranno nuove modalità per 2 giocatori, incantesimi e pozioni.
Il lato tecnico non fa gridare al miracolo, come spesso accade nei titoli tie-in: presenta alcuni buoni modelli poligonali, mentre altri sembrano solo abbozzati, ma poco altro, specie per quanto riguarda i fondali completamente da rivedere. Il comparto audio è discreto, con il doppiaggio completamente in italiano, ma non curato dai doppiatori ufficiali dei film, che purtroppo pecca un po’ di immedesimazione. Forse il più grande difetto è comunque da trovare nella longevità: il numero di ore per completarlo si contano sulle dita di una mano, a dir poco imbarazzante..







