
ODST è uno spin-off di quella fortunatissima e iconica serie che è
Halo. Eppure pochi al lancio potevano prevedere che un semplice spin-off si rivelasse uno dei progetti più suggestivi della serie. Ambientato a cavallo tra il secondo e il terzo episodio, ODST ci fa lasciare i panni dello storico
Master Chief per vestire quelli di un semplice soldato delle truppe d’assalto e lancio orbitali, che dopo un atterraggio burrascoso si ritroverà solo e separato dalla sua squadra in una New Mombasa deserta e oramai conquistata dalla soverchiante potenza
Covenant. Palazzi in rovina, spazzatura, macchine in fiamme e una silenziosa e malinconica pioggia fanno da cornice a questa lunghissima notte mentre tenteremo di scoprire cosa è successo al resto della nostra squadra e di non cadere sotto i colpi dei nemici che pattugliano le strade oramai deserte.
ODST fa del senso di isolamento e pericolo la sua arma principale facendoci muovere attraverso una città buia e sotto una pioggia battente, dove potenzialmente dietro ogni angolo o finestra potrebbe trovarsi un nemico quasi sempre meglio armato di noi. Ma non saremo davvero soli. La città infatti comunicherà con noi attraverso cartelli, indicazioni stradali, allarmi e qualunque cosa Vergil, l’intelligenza artificiale che controlla la metropoli, riuscirà ad utilizzare per dirigerci sulla giusta strada in un interazione a senso unico che ben si integra nell’esperienza di gioco fondamentalmente solitaria e malinconica. Si percepisce molto profondamente infatti come l'obbiettivo non sia più vincere una guerra disperata ma semplicemente riuscire a portare a casa la pelle e questo cambio di rotta riesce a dare uno straordinario spessore narrativo al titolo, caoadiuvato anche da un serie di audiolog sparsi per la città che ne raccontano la caduta durante l'assalto alieno, rendendoci spettatori passivi delle peripezie di una giovane ragazza alla ricerca di suo padre. Ma non temete, non mancherà l’azione a movimentare il tutto.

