Il punto di forza del film era, più che l’idea di base e gli effetti speciali, uno script fantastico, zeppo di battute e situazioni irresistibili che l’hanno reso un vero e proprio cult. Dopo il sequel del 1989 (discreto ma assolutamente non all’altezza del primo), il magico duo di sceneggiatori Ivan Reitman e Harold Ramis (che sono rispettivamente anche regista e attore) era in procinto di iniziare le riprese di Ghostbusters 3, film che per un motivo o per l’altro non si è mai fatto. Ed è qui che entra in gioco il titolo di cui stiamo per parlare: Ghostbusters: The Videogame si basa infatti sul copione del film mai realizzato, ovviamente modificato e riadattato ad un contesto ludico.
Nel gioco però non impersoneremo nessuno dei quattro acchiappafantasmi, bensì una nuova recluta chiamata semplicemente “Rookie”. La trovata funziona sin dal tutorial, che si svolge come una sorta di addestramento nello scantinato del quartier generale in cui Ray ci spiega come utilizzare l’apparecchiatura per catturare un fantasma piuttosto particolare (evidente citazione del Mr.Creosote di Monty Python’s Meaning of Life). In seguito partiremo in missione con una versione digitale della celebre scena dell’albergo, in cui i nostri sgangherati eroi dovranno tra l’altro catturare nuovamente il vorace Slimer appena fuggito. Benché il gioco risulti lineare ed i livelli siano a “tenuta stagna”, l’estensione delle mappe è abbastanza ampia e saremo spesso impegnati ad esplorarle per scovare gli ectoplasmi di turno con il rilevatore Pk (il quale consente anche di individuare speciali oggetti paranormali).
Ma Il punto di forza del gioco è proprio l’azione protonica: con comandi in stile shooter direzioneremo il flusso di energia verso un fantasma per indebolirlo; una volta svuotato il suo indicatore di energia si passerà al raggio traente con il quale tenteremo di direzionare il fantasma verso la trappola che lanceremo a terra. La meccanica è estremamente simile a quella dei film, e risulta molto divertente da attuare. Non tutte le creature però necessitano dello stesso procedimento, infatti ci saranno spiritelli minori che svaniranno se colpiti col raggio, o ancora degli esseri palpabili che vanno disgregati; avanzando saranno poi disponibili nuove armi sperimentali e potenziamenti. Il gioco è anche discretamente impegnativo: nella bagarre capiterà spesso che i personaggi vengano storditi e sarà necessario rianimarli, perché come nei più blasonati shooter moderni, se tutto il team viene atterrato è game over.









