La prima cosa che salta immediatamente agli occhi è la diversa impostazione grafica scelta dagli sviluppatori, difatti le sembianze dei nostri compagni Acchiappafantasmi hanno uno stile molto caricaturale e ben lontano dal fotorealismo delle altre versioni. Il design risulta comunque azzeccato e si mescola bene con l’atmosfera scanzonata che si respira nel corso di tutto il gioco. Come nelle versioni sorelle lo spirito e l’essenza dei film a cui è ispirato emergono anche in questo caso attraverso i geniali dialoghi tra il Dottor Venkmann, Ray, Egon e Winston, che, grazie anche all’ottimo doppiaggio in Italiano compiuto dai doppiatori originali, sono in grado di far sorridere più di una volta i fan. La trama che verrà dipanata nel corso del gioco vedrà la ricomparsa di alcune entità simbolo della serie come L'omino dei Marshmallows e l'intramontabile Slimer e ci permetterà di visitare alcune delle locazioni rese famose dai due lungometraggi cinematografici come la biblioteca pubblica e l'Hotel Sedgewick.
La minore potenza di calcolo della ps2 ha portato ovviamente dei limiti a livello di gameplay rispetto alle altre versioni. Al di là degli ovvi limiti grafici, con un numero di fantasmi su schermo inferiore e modelli poligonali comunque meno definiti, il difetto più grande è la brevità dei micro livelli in cui ogni ambientazione è stata suddivisa. Tali livelli hanno una durata di circa dieci minuti e sono intervallati dall’intramontabile schermata di caricamento. Tutto ciò non fa altro che interrompere e rendere eccessivamente spezzettato il ritmo di gioco, rendendo l’azione discontinua. Come conseguenza anche il design dei livelli risulta molto lineare ed in alcuni casi essi si riducono ad essere una serie di stanze separate da qualche porta. Questa piattezza a livello di design è controbilanciata dal vero cuore del gioco ovvero la caccia ai fantasmi.








