Akira Toriyama, uno dei mangaka più ricchi e conosciuti di tutto il Giappone, torna sulla scena videoludica con l'ennesima trasposizione della sua opera di maggior fortuna. Il business commerciale, l'enorme seguito d'appassionati e neofiti, il successo della serie animata – in perpetua rotazione nei palinsesti televisivi – e le innumerevoli edizioni in cui è stato ristampato il manga (soprattutto nel nostro paese) possono dare la misura di un fenomeno di culto su vasta scala. Sotto il profilo puramente ludico, sono numerosi i titoli ispirati a Dragon Ball, ma solo quelli realizzati nell'ultima decade hanno realmente interessato i mercato occidentale.
Il primo impatto con Budokai Tenkaichi 2 è positivo: il menu delle opzioni mostra ben quattro modalità di gioco con relative varianti; un tutorial dettagliato (forse eccessivamente prolisso) e un'enciclopedia multimediale completa, contenente informazioni sulla storia e schede dei personaggi con relative voci (americane o giapponesi) e modelli 3D. L'esaustività del prodotto emerge soprattutto nella story mode che ripropone tutte le principali tappe della serie coinvolgendo anche gli eventi narrati nei film e negli OAV, offrendo così un parco personaggi – utilizzabili poi anche nelle altre modalità – davvero considerevole.
L'aspetto grafico di discreta fattura, l'abbondanza di animazioni per i colpi speciali (più di uno per per personaggio), la grande interattività con arene di grandi dimensioni e le scene di taglio cinematografico che – nella story mode – ripropongono (utilizzando la grafica di gioco) i principali avvenimenti delle varie saghe, possono dare l'idea di quanto il prodotto punti sulla spettacolarità e una cura dei particolari mirata a soddisfare soprattutto i più esigenti appassionati della serie. Tuttavia è proprio all'interno di questa cornice dorata che emergono le principali contraddizioni di questo titolo: il gameplay – soprattutto per i neofiti della serie – risulta essere macchinoso e poco intuitivo e quando si entra in confidenza col sistema di gioco, sempre che non si rinunci prima, ci si scontra con un'inesorabile monotonia.
Più nel dettaglio osserviamo che i combattimenti sono caratterizzati da una certa frenesia che condiziona soprattutto la strategia (quasi assente) nel corpo a corpo: premere un numero imprecisato di volte il tasto quadrato, poi triangolo, poi ancora quadrato (e così via) per riuscire a mettere a segno la combo desiderata, in un contesto dove la velocità d'esecuzione è tutto, influisce negativamente sulla precisione, col rischio di non ottenere i risultati desiderati o (ancora peggio) fornire all'avversario l'opportunità di ribaltare le sorti dell'incontro. Persino le elevate dimensioni delle arene costituiscono un'arma a doppio taglio sempre a causa dell'imprecisione del sistema, riuscire a effettuare un approccio in volo dalla lunga distanza (possibilmente schivando gli attacchi) non è cosa agevole. Per contro risultano essere interessanti il sistema di crescita dei personaggi legato a caratteristiche equipaggiabili alla stregua di oggetti, la possibilità di eseguire le trasformazioni durante i combattimenti e l'idea di mutare l'aspetto del personaggio a seconda dei danni subiti.
Gli aspetti che propriamente non convincono, tuttavia, non si esauriscono nel gameplay. I caricamenti non sono brevi e sono piuttosto frequenti; nella modalità storia, qualora si perda un incontro, sarà necessario ritornare alle schermate precedenti e "subire" nuovamente il filmato introduttivo del combattimento. Un altro elemento, meno grave e forse più prevedibile, dipende da un certo grado di pretestuosità, talvolta abbastanza evidente, dei combattimenti nella story mode: le vittorie sono sicuramente necessarie per portare avanti la storia, ma il risultato talvolta può non coincidere con l'andamento della narrazione (potrete massacrare Freezer con Crilin, ma in ogni caso nella cut scene successiva questi lo farà esplodere in mille pezzi).
Apprezzabile la localizzazione dei testi, mentre le voci sono selezionabili soltanto in inglese o in giapponese. L'audio, non posizionale, presenta










