Inizialmente, ad un primissimo impatto, si sarà portati a pensare che si tratta di un titolo corsaiolo isometrico sulla falsariga dei classici Super Sprint di Atari, Skidmarks o MicroMachines, ma le cose non stanno affatto così. Tale genere di giochi infatti utilizzava un sistema di sterzo “assoluto” (il che significa che se ad esempio stiamo correndo verso il basso e premiamo destra, la macchinina sterzerà verso la sinistra dello schermo perché ruoterà in senso orario) mentre qui le cose funzionano in maniera decisamente diversa. A questo punto i più esperti supporranno che il tipo di controllo è quindi di tipo “relativo” (si muove verso la direzione dello schermo in cui si vuole andare), ma non è affatto cosi. Reggetevi forte: in Buzz Junior: Ace Racers (o “La Corsa Matta”, come è stato goffamente rinominato qui da noi) non si sterza affatto.
Avete capito bene: non c’è nessun comando per lo sterzo. A questo punto gia mi immagino le facce stravolte di chi sta leggendo questo articolo, magari dubitando sulla mia (già precaria) sanità mentale, ma le cose stanno esattamente così. In realtà il motivo di tale scelta è da ricercarsi in un passato ormai remoto, in cui i bambini agognavano le famose piste elettriche da corsa. Tale arcaico passatempo, che sicuramente i più giovani non conosceranno affatto, era un gioco molto diffuso negli anni ‘70 ed ‘80, e consisteva in piste componibili a piacimento sui quali si adagiavano delle macchinine speciali (che avevano sotto di esse dei contatti elettrici ed un perno che entrava nell’apposito binario). L’unico controllo a disposizione dei giocatori era l’acceleratore, e l’abilità in questo gioco consisteva semplicemente nel tentare di andare veloce su rettilineo e rallentare in curva quel tanto che bastava ad evitare che la macchinina finisse in testacoda o schizzasse fuori pista.
Ace Racers si basa esattamente sulle stesse meccaniche: se andremo troppo veloci in curva la nostra macchinina finirà col prodursi in un testacoda arrestandosi per un breve lasso di tempo, il che consentirà ai nostri avversari di approfittare di tale inconveniente. Per ravvivare le cose è stato aggiunto anche un turbo ricaricabile da attivare con uno qualsiasi dei tasti colorati. Le gare sono di tre tipi, e se quelle su strada e in acqua sono praticamente identiche (idea copiata da MicroMachines?) quelle aeree invece si svolgono con scrolling laterale, e col tasto Buzz regoleremo l’altitudine cercando di evitare ostacoli mentre tenteremo di raccogliere quanti più palloncini possibile.
C’è da dire che la forma del controller Buzz! ricalca piuttosto fedelmente quella dei vecchi controller per le piste elettriche, e probabilmente l’idea è partita proprio da questo; ma purtroppo trasporre una meccanica del genere in ambito videoludico significa offrire un gameplay molto limitato e primitivo, che se va bene per un giocattolo vero (in cui c’è anche il fattore track design e tuning, non scordiamolo) in questa sede digitale risulta purtroppo carente. A rimpolpare l’azione piuttosto carente, abbiamo 11 minigames che a turno inframmezzeranno le varie corse, ma purtroppo il livello qualitativo di tali eventi è generalmente molto basso. Il fattore tecnico è discreto, con una risoluzione davvero alta, buon dettaglio e fluidità, ma anche un design di piste e vetture un pò troppo elementare. Buona la localizzazione italiana.










