Il primo impatto con Afro Samurai è notevole, grazie ad un comparto tecnico sopra le righe. La realizzazione grafica eccelle grazie ad un ottimo cel shading (ormai scelta obbligata per le conversioni di fumetti e/o prodotti d'animazione) che restituisce la sensazione concreta di manga in movimento e consente di mantenere intatto il tipico stile dell'opera. Cut-scenes affascinanti (realizzate con la stessa grafica in-game), animazioni assai fluide, effetti sapientemente dosati e ottime scelte stilistiche sono gli aspetti migliori del risultato raggiunto da Namco Bandai, perfettamente funzionale agli elementi caratteristici del manga (combattimenti coreografici, violenza estrema, mutilazioni splatter). Da notare la finezza artistica del Focus Mode, una sorta di 'Bullet Time' che illustreremo in seguito, che viene sottolineato con il passaggio al bianco e nero, in cui l'unico elemento che resta colorato è il sangue. A carico del comparto grafico dobbiamo però registrare alcuni rallentamenti, che rivelano un'ottimizzazione dell'engine da rivedere.
In quanto a qualità, l'allestimento audio non è da meno, grazie ad una colonna sonora hip hop di elevatissima qualità (Robert RZA Diggs d'altronde rappresenta una garanzia), una buona collezione di effetti sonori e soprattutto un doppiaggio curatissimo e sempre convincente, che ha come punta di diamante la presenza di Samuel L. Jackson dietro al microfono del protagonista (e del suo alter ego), caratteristica dal grande peso artistico, che evidenzia la caratura che si è voluta imprimere alla produzione. La qualità del doppiaggio non fa rimpiangere l'assenza della localizzazione audio italiana, anzi: i sottotitoli consentono la piena comprensione anche ai non anglofoni, e il carisma della release originale è intatto.








